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prolungamento SP 6 |
Il 12
giugno u.s. il CIVIVI – Comitato per la
Valorizzazione della Valpantena ha indetto
una assemblea pubblica a Marzana, presso la Sala
Polifunzionale dell’Ospedale.
Si è
parlato di viabilità, mobilità e traffico, argomenti di
grande attualità e interesse.
L’assemblea è stata indetta
allo scopo di analizzare le necessità e i bisogni in merito
alla mobilità della bassa valle e per esaminare le
opportunità e i progetti , individuando le eventuali
alternative di miglioramento.
Il
territorio della bassa Valpantena, quello che ha come
riferimento amministrativo il Comune di Verona, è il polmone
verde di Borgo Venezia e della città.
La sua preservazione e
la sua destinazione futura è perciò nell’interesse non
soltanto di chi ci abita, ma dell’intera collettività.
I punti
sui quali si è accentrata l’attenzione dei numerosissimi
presenti (un teatro pieno di gente) sono stati presentati al
pubblico da Marisa Venturi, Presidente dell’Associazione
CIVIVI, Giulio Saturni urbanista, Marco Passigato
Mobility-Manager dell’Università di Verona, con l’intervento
di Marta Fischer, Consigliere dell’Ottava Circoscrizione,
che ha aiutato a coordinare questa serata e le precedenti di
Poiano, Novaglie e Stelle.
Moderatore
degli interventi il giornalista de L’Arena Maurizio Battista
residente in Valpantena.
GLI INTERESSI
Marisa
Venturi ha ribadito il bisogno di dare rappresentanza al
malcontento dei cittadini rispetto a scelte che richiedono
riflessioni ampie e certe.
Venturi
cita Antonio Cederna: “il
territorio è un bene irriproducibile e unico”
La
Presidente del CIVIVI richiama una conferenza
dell’Associazione con il compianto illustre conterraneo,
Eugenio Turri.
In
quell’occasione il Prof. Turri, geografo scrittore e
pubblicista affermò, unendosi alle preoccupazioni degli
abitanti: “ … non è mai la città
che cede spazi alla campagna, ma è la campagna che cede
irreversibilmente spazi alla città”.
“A
significare - continua Marisa Venturi - che non c’è
possibilità di ritorno e che le scelte che si vanno a
compiere, dettate da quelli che sembrano essere
interessi economici e interessi politici,
possono ricadere sull’intera comunità in termini di degrado
ambientale e cementificazione”.
L’ INTERESSE AL TERRITORIO
Il CIVIVI
vuole rappresentare invece l’interesse cioè
l’attenzione per il territorio e per il suo delicato
equilibrio ambientale.
Nella
bassa Valpantena si conservano ancora valori sociali
con una buona vivibilità, valori ambientali
con la tutela e la preservazione delle aree
agricole, valori estetici e paesaggistici
che fanno dei nostri paesi, non quartieri dormitorio, ma
luoghi dove è garantita ancora una buona qualità della vita.
La
Valpantena ha mantenuto compattezza sociale e identità nei
suoi piccoli borghi e conserva, a due passi dalla città,
scorci e panorami ancora di grande suggestione; sono
ambienti preservati, luoghi apprezzati da residenti, gitanti
e sportivi, dagli amanti del joggin e della bici e
frequentati da bambini e famiglie, da giovani e anziani che
qui trovano spazi di svago e movimento …
E sono
ancora luoghi fertili per l’agricoltura.
Luoghi che
danno VALORE ALL’ ABITARE IN
VALPANTENA.
IL VALORE DEL TERRITORIO
DELLA BASSA VALPANTENA
E’ un
territorio di non vaste dimensioni che parte dalla linea
immaginaria tra il Castello di Montorio e Castel San Felice,
2700 metri in linea d’aria, e dopo una penetrazione di circa
sei chilometri si stringe ad imbuto fino ai novecento metri
di Marzana.
I borghi,
che storicamente, per opportunità ambientali, si sono
sviluppati ai piedi delle colline, hanno mantenuto sgombro
il fertile territorio di centro-valle, territorio inteso
come luogo che genera economia.
Questo
territorio vede la presenza di alcune aziende agricole di
rilievo sul piano della produzione (e della lavorazione)
vinicola, orticola e frutticola, con la vendita diretta del
prodotto, iniziativa molto apprezzata dai consumatori perché
consente di avere prodotti freschi e a prezzi non caricati.
Intorno,
le colline, luogo privilegiato dell’ulivo, consentono in
Valpantena la coltivazione di un prodotto di nicchia assai
apprezzato per le sue proprietà organolettiche.
Il vino
prodotto e imbottigliato dalla Cantina Sociale e da altre
aziende della valle gode di prestigio quanto il
Valpolicella, a cui per denominazione si associa.
La valle è
solcata dal torrente Pantena, comunemente chiamato progno.
Una pista
ciclabile che segue il torrente, si snoda tra i campi
coltivati, partendo da Borgo Venezia per arrivare fino a
Vendri e garantisce un piacevole itinerario per passeggiate
e un percorso ciclo-escursionistico protetto, in mezzo al
verde tranquillo della campagna.
La
Presidente del CIVIVI conclude: “Se però la Bassa Valpantena
gode fortunatamente ancora di una buona disponibilità di
territorio, verso nord i nuovi insediamenti di edilizia
civile e insediamenti industriali hanno segnato il volto
della media Valpantena, quella del Comune di Grezzana, e ne
definiranno la storia futura esercitando, come già fanno,
forti pressioni alla ricerca di espansioni e di
collegamenti viari sul nostro territorio.
Nuove
strade, svincoli e raccordi autostradali in galleria
rappresentano quello che per alcuni è una opportunità e per
altri è una minaccia a ciò che la nostra Valpantena ancora
generosamente offre.
Soltanto
una buona pianificazione e una oculata amministrazione del
territorio può salvare la Valpantena dal diventare un
corridoio viabilistico.”
Nel suo
intervento Giulio Saturni, architetto ed urbanista, ha
illustrato, con dovizia di immagini e con simulazioni e
planimetrie, il progetto della Provincia di Verona per il
prolungamento della SP6 dei Lessini.
Ha
introdotto per il folto pubblico un importante elemento di
riflessione, come richiesto dalla Unione Europea e come
prassi nei Paesi più avanzati, evidenziando secondo la
Direttiva UE “quali soluzioni possano meglio soddisfare i
bisogni economici, ambientali e sociali, in modo efficiente
ed equo, riducendo gli impatti negativi e i relativi costi”.
UNA NUOVA STRADA E’ UN FATTO
ISOLATO E INSIGNIFICANTE?
Afferma
Saturni: “Una strada non arriva mai sola, non è un fatto
isolato. E’una ferita urbanistica importante. Il
prolungamento della SP6 è una nuova incisione che farà da
barriera tra l’est e l’ovest della valle, consumando
prezioso territorio agricolo ed è anche una terza strada,
parallela alla rete viaria esistente.
Il
traffico che si rileva è concentrato sulle ore del
pendolarismo, mattina e sera. Per il resto della giornata la
strada è sgombra e scorrevole.
Con le mie
analisi ho dimostrato che con il nuovo tronco stradale si
andrebbero a risparmiare soltanto due minuti di
tempo, occupando dieci ettari di territorio pregiato
per poi perdere parte del vantaggio per rientrare
su Via Fincato, (come accade ad esempio per la tangenziale
sud all’uscita di San Giacomo) perché il nostro traffico è
in prevalenza un traffico di penetrazione alla città,
attraverso Borgo Venezia/Porta Vescovo e Biondella, come
confermano le rilevazioni dei flussi.
LIBERARE DAL TRAFFICO QUINTO E
MARZANA PROLUNGANDO LA SP6?
Attualmente sono pochi i residenti nella media valle che
rinunciano a passare dai nostri centri, pur con il tratto
di SP6 già esistente fino a Quinto. Considerano scomodo
l’accesso al loro svincolo e, in mancanza di dissuasori
utili a far cambiare le loro abitudini, transitano nei
centri abitati penalizzandone la vivibilità.
Di
conseguenza, secondo le simulazioni proposte dall’urbanista,
il prolungamento è un’opera inutile a questo scopo.
COME DARE RISPOSTE
RAZIONALI AD UNA RICHIESTA DI MOBILITA’ PIU’ FLUIDA?
La
proposta alternativa che si presenta come favorevole
ad un attento esame di costi e benefici è
la sistemazione razionale di Via Valpantena.
Naturalmente, precisa Saturni, sono necessarie alcune
modifiche: la sistemazione della rotonda del Famila, la
pedonalizzazione del semaforo di Misturin, l’ingresso a
Fiordivalle con una controstrada in rotonda, una grande
rotonda a sud del cavalcavia di Quinto, per razionalizzare
l’ingresso e l’uscita da e per il paese ed infine un leggero
spostamento del nodo di raccordo di Marzana-Sezano, in
sostituzione del progetto di svincolo.
Queste
opere avrebbero un costo assai più basso, di soli 3 milioni
di euro a fronte dei 16 milioni di euro previsti per il
prolungamento, e avrebbero il beneficio di non provocare
fratture urbanistiche e consumo di territorio.
Lo
svincolo per la Zona
Produttiva di Sezano-Marzana che ha destato perplessità e
molte proteste, può essere spostato e ricondotto alle
dimensioni di raccordo, con meno spreco di territorio e meno
invasività.
MOBILITA’ ALTERNATIVA A BREVE
RAGGIO E TRASPORTO PUBBLICO
L’intervento del Mobility Manager Dott. Marco Passigato ha
introdotto un argomento interessante e di attualità: gli
spostamenti alternativi in area urbana, argomento che da
solo merita un futuro incontro. L’esempio di altre città
europee, illustrato efficacemente dalle immagini, ha
richiamato il pubblico a dimensioni amministrative e civili
di spessore e di qualità, ancora lontane dalla nostra
realtà.
Si è
parlato perciò di piste ciclabili sicure, di
pedonalizzazione protetta, di tramvia.
Si è
parlato anche di sovrapposizioni degli orari degli autobus
locali, retaggio della divisione storica tra APT e AMT.
L’unificazione delle due società non ha ancora prodotto
risultati razionali in merito ad una pianificazione degli
orari, evitando che passino due autobus in nove minuti
lasciando poi troppo spazio tra le corse successive.
Nel PAT,
che va a sostituire il vecchio Piano Regolatore,
l’Amministrazione Zanotto aveva prevista la tramvia anche in
Valpantena.
Il
numeroso pubblico presente in sala ha partecipato
attivamente, con domande e richieste di approfondimento.
Nel suo
intervento il Consigliere Provinciale Vincenzo D’Arienzo ha
ribadito come la Regione stia procedendo per la cessione
della Tangenziale Sud alle Autostrade con conseguente messa
in pagamento delle tangenziali (si fa riferimento al “Nuovo
sistema delle tangenziali venete” in Deliberazione della
Giunta Regionale Veneta n 841 del 03 aprile 2007 pubblicata
in Bur n. 40 del 27/04/2007 e Deliberazione della Provincia
di Verona n. 51 del 17/10/2007, documenti facilmente
reperibili in internet).
La notizia
è stata accolta molto male dal pubblico presente.
All’assemblea era presente anche il Presidente dell’Ottava
Circoscrizione.
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