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L'Arena
IL GIORNALE DI VERONA

Martedì 10 Giugno 2008 cronaca Pagina 22

VALPANTENA. La nuova Sp6? Erano altri i progetti di Comune e Regione per questo territorio
La superstrada cancella la pista ciclopedonale

GIUSEPPE STEFANONI

 

La strada provinciale dei Lessini è davvero indispensabile? E poi, la pista ciclo pedonale che accompagna l’argine del fiume Valpantena non sarà rovinato dal traffico di automobili, bus e camion che passeranno a pochi metri di distanza? L’annuncio del prolungamento della Sp6 se da una parte è stato appreso come la riuscita di anni di battaglie per quanti vedono in questo intervento un incentivo all’economia e al turismo della zona, dall’altra lascia esterrefatti quanti invece nella realizzazione di nuove strade vedono un incentivo al trasporto privato, nulla di più. O meglio un deturpamento continuo del paesaggio.

E qui in questa valle, il paesaggio è davvero tutto, basta passeggiare lungo la pista ciclopedonale per rendersene conto. A volerla furono le due circoscrizioni confinanti, la sesta e l’ottava. Per realizzarla i presidenti dei parlamentino, Enrico Corsi per l’ottava e Luigi Fresco per la sesta, tra il ’98 e il 2003, si appellarono a tutto e a tutti. Alla fine si rea lizzò grazie ad un accordo tra la Regione e l’amministrazione comunale che al tempo era guidata da Paolo Zanotto. In tutto venne a costare 140mila euro. I primi 70 mila arrivarono proprio dalla Regione grazie all’assessore Massimo Giorgetti. Venne mobilitato anche il Genio civile che mise in sicurezza gli argini: in molti punti i muri di contenimento erano crollati, altri erano pericolanti. La parte idraulica era inesistente. Per non parlare del fatto che il piccolo fiume era diventato una vera e propria discarica abusiva dove vi finivano ogni genere di rifiuti.

La pista ciclabile, sterrata, che viene utilizzata come percorso della salute anche da molte famiglie e da chi pratica footing, doveva essere la prima tappa di un importante progetto: qui si volevano far confluire le piste ciclabili delle Torricelle. Doveva diventare un vero e proprio percorso culturale prezioso, innanzi tutto per il Pantheon di Santa Maria in Stelle. L’ottava circoscrizione era intenzionata a collocare cartelloni che ne indicavano le coltivazioni tipiche della valle.

«Vogliamo che questo non sia solo un luogo dove poter passeggiare e circolare indisturbati sulla due ruote, ma diventi anche un percorso culturale e perché no enogastronomico», dichiarava l’attuale assessore alla viabilità Enrico Corsi, nel corso di un’assemblea pubblica che annuncia va la realizzazione del percorso entro la fine di luglio. Era il 2003. Oggi a distanza di cinque anni, quello che doveva rimanere un percorso inviolato, non lo sarà più. Luigi Fresco, ex presidente della sesta circoscrizione è amareggiato. Il prolungamento della sp 6 non lo aveva mai preso in considerazione. «Se verrà realizzato questa non sarà più una ciclopedonale ma una pista protetta per salvare ciclisti e mamme con i passeggini». Un sogno infranto per Fresco che allora sosteneva che gli amanti della due ruote da Quinto sarebbero potuti partire in bici per arrivare comodamente in città a lavorare. A differenza sua l’assessore regionale Massimo Giorgetti non vede nessun intralcio né danni paesaggistici. Per lui la strada provinciale dei Lessini va allungata fino allo sbocco della tangenziale. Il perché è semplice: è l’investimento immediato e più semplice prima del traforo. «Per il traforo occorre rà aspettare anni», assicura, «inoltre sarà a pagamento. Il prolungamento della sp6 invece permetterà di dare subito respiro alla vallata. Inoltre è gratuito e tale rimarrà». A.Z.

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